L era delle migrazioni pdf

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Carloforte è un’isola linguistica ligure in quanto l’isola di San Pietro fu colonizzata, dopo secoli di abbandono, nel 1738 da l era delle migrazioni pdf provenienti da Tabarka, isola oggi collegata alla costa tunisina. Carloforte, unico centro abitato dell’isola, fu realizzata su progetto dell’architetto e ingegnere piemontese Augusto de la Vallée o Augusto de La Vallea.

Lomellini era diventata meno redditizia, ed erano aumentati i dissidi con i rais che li rendevano liberi o viceversa li facevano schiavi a seconda di chi regnava a Tunisi o ad Algeri in quel momento. Per questo motivo, stanchi di queste vessazioni, nel 1738 alcuni tabarchini, con a capo Agostino Tagliafico, chiesero al Re Carlo Emanuele III di Savoia, un luogo per continuare in tranquillità i loro commerci, soprattutto di spezie e stoffe pregiate, con il resto del Mediterraneo. Carlo Borromeo fu dedicata la chiesa parrocchiale, il re donò per l’occasione un pregiato quadro raffigurante il santo patrono, ancora oggi nell’abside della parrocchiale. Tabarka, e di un gruppo di famiglie provenienti direttamente dalla Liguria. Un’ampia zona paludosa bonificata presso il paese fu allestita a salina, che risultò essere molto redditizia. Un secondo insediamento di coloni provenienti da Tabarka si ebbe nel 1770 nella vicina isola di Sant’Antioco, sul lato prospiciente all’isola di San Pietro, dove fu fondato il paese di Calasetta. Nel 1798 Carloforte subì una feroce incursione piratesca: più di novecento suoi abitanti furono catturati e tenuti schiavi a Tunisi per cinque anni.

Le persecuzioni piratesche però continuarono ancora per diversi anni, fino a quando il fenomeno fu definitivamente represso in tutto il Mediterraneo. A testimonianza delle incursioni barbaresche restano ancora alcuni tratti di mura di cinta a difesa del paese, la dotazione di forti, e diverse torri di avvistamento. Pochi anni prima, nel 1793, la cittadina era stata invasa dai francesi nelle fasi post-rivoluzionarie che travagliarono l’Europa: dagli occupanti, l’isola fu definita “isola della libertà”. Il 10 novembre 2004 Carloforte è stato riconosciuto come comune onorario dalla provincia di Genova in virtù dei legami storici, economici e culturali con il capoluogo ligure e, in particolare, col suo quartiere Pegli, luogo di partenza della emigrazione. Carloforte vive tutti gli anni celebrazioni di gemellaggio con Pegli. Anche l’architettura, la cultura, i costumi, gli usi di Carloforte sono di tipo strettamente ligure.

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La popolazione carolina porta con sé diversi personaggi dell’arte, della cultura, della politica, delle armi, delle arti e mestieri sin dal 1738 per passare attraverso l’epoca sabauda fino ai giorni nostri. Parte della popolazione è dispersa in diverse città di tutto il mondo, soprattutto portuali, non solo per necessità ma per vocazione marinaresca, e molti ritornano da anziani alla terra d’origine. Antecedente alla colonizzazione dell’isola, vi fu eretta in memoria dei giovani e bambini facenti parte della cosiddetta “Crociata dei fanciulli” che partì da Marsiglia nel 1212. Due delle sette navi che componevano la flotta affondarono al largo dell’isola di San Pietro, tutti i naufraghi perirono e alcuni vi furono sepolti. Dedicata alla omonima Madonna, è ubicata nella centralissima Via XX Settembre e accoglie la statua venerata dai carlofortini esuli in Tunisia. Nicolò Segni, il sacerdote giovanissimo che volle essere prigioniero insieme agli schiavi carlofortini in Tunisia.